Tadej Pogačar (UAE Team Emirates XRG): Vittoria numero 22 in carriera al Tour de France, accompagnata dalla prima maglia gialla di questa edizione. Dopo la gentile concessione di ieri, il campione del mondo mette subito in chiaro le sue intenzioni sulla corsa, andandosi a prendere il successo nella prima giornata pirenaica. Lo fa anche sembrare facile, con un allungo a 300 metri dalla conclusione a cui nessuno, a cominciare da un Vingegaard comunque propositivo, riesce a rispondere. Semplicemente dominante.
Richard Carapaz (EF Education – EasyPost): Dopo lo squillo di ieri sullo strappo di Montjuic, porta a casa un bel podio di giornata trovando lo sprint giusto dietro i due alieni. Ancora una volta, l’ecuadoriano non vuole rassegnarsi al ruolo di semplice comparsa nella corsa e in questo Tour de France sembra avere la gamba giusta per cercare un bel piazzamento in classifica generale. Oggi è stato il migliore degli umani, davanti anche a Paul Seixas. Con le montagne più dure avrà di che divertirsi.
Egan Bernal (Netcompany INEOS): Attento e intelligente nell’indovinare la fuga giusta, viene fermato da una foratura proprio sul più bello. È vero, difficilmente avrebbe potuto portare il tentativo fino al traguardo, visto il gruppo tenuto dalla maglia gialla: di certo avremmo visto uno spettacolo diverso da parte sua. Il colombiano comunque sembra avere la gamba giusta per questo tipo di tappe: nonostante gli sforzi per centrare la fuga chiude nei primi 20 giornata, a 18″ da Pogacar, dando l’impressione di non spingere fino al massimo. Per le vittorie di tappa sarà un cliente davvero pericoloso.
Matteo Jorgenson (Visma | Lease a Bike): Non è una bocciatura (solo) a lui nello specifico, ma l’impressione è che la Visma | Lease a Bike faccia fatica a reggere il confronto con le altre corazzate. Al di là del solido Davide Piganzoli, anche oggi in grado di assistere Vingegaard e limitare i danni, i “Calabroni” sembrano soffrire nello scontro diretto con la UAE Team Emirates – XRG e anche con altre formazioni. In tappe come quella di oggi ci si aspetterebbe forse qualcosa di più dall’americano, che ha la qualità per essere un appoggio importante per il capitano.
Tom Pidcock (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team): Niente da fare anche oggi. Il britannico partiva tra i favoriti, in un arrivo tutto sommato molto adatto alle sue caratteristiche. Sebbene riesca restare con il gruppo maglia gialla, non è mai in grado di farsi davvero notare nelle prime posizioni per provare a far valere il suo spunto nel finale. Il 16° posto di oggi, a 18″ dal vincitore, denota una condizione ancora lontana dai fasti.
Thymen Arensman (Netcompany INEOS): Adesso un punto di domanda sulle sue intenzioni in questo Tour de France appare più che lecito. Staccato dai suoi stessi compagni nella cronosquadre, attardato sull’arrivo di Barcellona, chiude la terza tappa con un diciannovesimo posto che non è né carne né pesce. Il neerlandese sembra voler continuare a correre da regolarista, anche se il passivo in classifica generale sfiora già i 3’30” dopo appena tre giorni: troppo per lottare per un piazzamento importante, troppo poco per andare in fuga, considerando le sue qualità. Per questo spendere energie preziose per pagare comunque 27″ sembra una scelta tattica azzardata.